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RETINOPATIA

La fluorangiografia: che cos’è

La fluorangiografia è un esame che studia come circola il sangue all’interno della retina.L’esame consiste nell’iniettare nella vena del braccio un mezzo di contrasto chiamato fluoresceina e nello scattare poi delle foto della retina, dura circa 5 minuti.La fluorangiografia è particolarmente utile nei casi di retinopatia diabetica o trombosi retiniche. Essa evidenzia le aree ischemiche (scarsamente vascolarizzate) ed i neovasi (capillari anomali che si formano nel tentativo di ripristinare la circolazione) allo stato iniziale, offrendo la possibilità di indirizzare un trattamento laser mirato e preciso.

Nei soggetti diabetici in fase avanzata può essere necessario ripetere la fluorangiografia  una volta l’anno o più spesso. Il Dott. Badalà organizza periodicamente screening per la retinopatia diabetica con l’esame del fondo dell’occhio e la fluorangiografia a Milano e Catania.

Il Laser della retina: a cosa serve? 

Nella retinopatia diabetica o nella retinopatia da trombosi retinicalo scopo del trattamento laser della retina è quello di ridurre il consumo di ossigeno del tessuto retinico, per adattarlo alla situazione circolatoria deficitaria; questo è in pratica ottenuto distruggendo selettivamente le aree meno nobili della retina.Questo può tradursi in un leggero calo della vista, e/o del campo visivo soprattutto in condizioni di semioscurità.

Il laser può poi essere eseguito dopo rottura della retina per cucire la retina circostante mediante la creazione di un cicatrice.

La vitrectomia: quali i vantaggi e quali i rischi?

I rischi e le complicanze della vitrectomia sono legati al motivo per cui si effettua l’intervento.
La vitrectomia per pucker maculare o una vitrectomia eseguita per un emovitreo solitamente da ottimi risultati. Viceversa, in presenza di un distacco di retina il recupero visivo può essere incompleto e avvenire dopo molto tempo.

La vitrectomia di solito stimola la formazione della cataratta. La possibilità di complicazioni serie può essere limitata da una buona preparazione, da una condotta operatoria prudente e da un attento controllo post-operatorio .

I rischi maggiori si hanno quando la vitrectomia è associata all’uso di olio di silicone
che viene immesso nell’occhio per sostenere la retina e viene rimosso in linea di massima, dopo 2 o 3 mesi dall’intervento.

Il distacco di retina è più frequente nei miopi?

In linea di massima si, la miopia è un fattore di rischio del distacco di retina.La miopia determina un allungamento dell’occhio in senso antero-posteriore.
La retina deve allungarsi per coprire una superficie maggiore e, pertanto, si assottiglia e presenta più facilmente smagliature ed aree deboli. Per lo stesso motivo il distacco del vitreo è più frequente e più precoce.

Nel caso di miopia elevata allora è opportuno fare visite oculistiche periodiche per identificare aree degenerative (cioè aree deboli) nella retina. Queste aree possono essere isolate  con uno trattamento laser dalla retina circostante. Il trattamento laser in assenza di aree degenerative è generalmente sconsigliato.

Ho il distacco di vitreo: rischio il distacco di retina?

In linea di massima no.
Il momento più critico è rappresentato dalle prime ore e, in alcuni casi, dai primi giorni dopo il distacco del vitreo; trascorso tale periodo, il rischio di lesioni retiniche degrada rapidamente. Il vitreo tende a staccarsi dalla retina con l’età , semplicemente perché si disidrata oppure nei soggetti miopi perchè viene stirato con l’aumentare delle dimensioni dell’occhio.

Il sintomo più comune del distacco di vitreo è la comparsa di un puntino mobile, descritto anche come un moscerino o una mosca davanti l’occhio.

Vedo come “mosche volanti” è un sintomo pericoloso?

Non sempre.
La presenza di qualche puntino mobile nel campo visivo è un fatto innocuo e molto comune;La comparsa improvvisa di punti e corpi mobili, invece, deve mettere in allarme perché può essere la spia di un distacco del vitreo o di una lesione della retina.

E’ quindi  opportuno fare una visita oculistica al più presto davanti alla comparsa di nuovi sintomi o al peggioramento di sintomi pre-esistenti.   L’oculista esperto saprà consigliarvi sul da farsi.

Retina artificiale, trapianto di retina, microchip: novità?

Si tratta al momento di procedure sperimentali, che promettono grandi risultati ma purtroppo solo nel lungo periodo e per casi molto limitati.Attualmente il progetto che dà maggiori speranze è quello denominato ARGUS II Retinal Implant della ditta americana Second Sight.

Uno dei centri retinopatia  di riferimento per il dispositivo è il Wills Eye Institute di Filadelfia dove ha lavorato il Dott Badalà oculista a Milano e Catania che ha maturato esperienza sull’uso del dispositivo.

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