Iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF

La cura della maculopatia essudativa è completamente cambiata dopo l’uso del principio attivo Bevacizumab nelle iniezioni intravitreali. I principi attivi Bevacizumab e Ranibizumab sono utilizzati nella cura della maculopatia essudativa con grande successo. Permettono infatti di arrestare la progressione della malattia e in alcuni casi anche di migliorare la vista. Si iniettano all’interno dell’occhio e bloccano la crescita nei vasi sanguigni neoformati caratteristici della maculopatia essudativa.

L’iniezione si effettua ambulatoriamente in pochi minuti, ma per la necessaria sterilità è necessario praticarla in sala operatoria. Sono necessarie più iniezioni intervallate di 1-3 mesi fino alla stabilizzazione della qualità visiva.

L’orientamento terapeutico attuale è quello di eseguire un ciclo di 3 iniezioni (loading phase) e poi ritrattare solo in presenza di calo visivo o nuovo liquido agli esami OCT-angiografia.

La terapia con Bevacizumab e Ranibizumab per la maculopatia è da utilizzare con estrema cautela in soggetti cardiopatici. Inoltre esiste un rischio legato alla iniezione intravitreale che è l’infezione (endoftalmite – 1.5% circa).

Giovanna Cataudella, Catania

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Prima dell'intervento le mie attività quotidiane erano molto penalizzate perché la vista si era molto ridotta; avevo perduto buona parte della mia autonomia e questo aveva addirittura causato una brutta caduta con frat... Continua a leggere la testimonianzatura del polso.
L'intervento ha avuto un'ottima riuscita e non ho avvertito alcun fastidio durante, né dopo.
La vista è migliorata subito, tanto da potermi permettere di andare a pranzo al ristorante immediatamente dopo.