Cataratta, vista perfetta con la lente high-tech

DEBUTTA in Italia all’ospedale San Giuseppe di Milano la lente hi-tech su misura, per sostituire il cristallino opacizzato dalla cataratta e garantire una vista perfetta senza bisogno di occhiali. Dopo l’impianto, infatti, utilizzando un semplice raggio di luce, la lente può essere rimodellata in base alle esigenze del paziente, senza ulteriori interventi. La protesi è stata impiantata dai medici Fulvio Bergamini, direttore dell’Unità operativa di oculistica del San Giuseppe (Gruppo MultiMedica), e Federico Badalà.

Dottor Badalà, è davvero così? «Sì. Ho appreso questa tecnica nel 2005, in California, dove ho conosciuto il professor Robert Grubbs, premio Nobel per la chimica e inventore della tecnologia, che ci permette di realizzare una protesi modellabile da un raggio di luce, nell’occhio del paziente. Sulle protesi precedenti, una volta impiantate, non si poteva far nulla».

Spieghiamo ai profani la cataratta. «La cataratta è l’opacamento di una lente che si trova all’interno dell’occhio. Come se in una macchina fotografica, l’obiettivo si oscurasse con gli anni. L’intervento consiste nel sostituire l’obiettivo con un sistema di lenti nuovo. Qui il vantaggio sta nel poter migliorare queste lenti dopo averle impiantate e aver visto le immagini che forniscono. Il tutto usando un raggio di luce che ne modifichi la struttura».

Negli interventi standard ci sono imprevisti? «Sì, per quanto accurati possano essere i nostri calcoli, ci sono delle situazioni in cui dopo la chirurgia permangono dei difetti di vista, legati per esempio alla presenza di astigmatismo o all’imprevedibilità del processo di cicatrizzazione. Dopo l’intervento tradizionale, in oltre 50 per cento dei casi l’utilizzo di un occhiale migliora la qualità della vista da lontano. Con la nostra tecnica, si riesce a rendere perfetto il cristallino nell’occhio, utilizzando un fascio di luce, indolore, di uno, due minuti e si elimina così la necessità degli occhiali senza ricorrere ad ulteriori interventi invasivi come la chirurgia Laser».

Quali vantaggi rispetto alla chirurgia Laser? «Per la correzione dei difetti di vista dopo chirurgia della cataratta, la nostra metodica ha il vantaggio di essere meno invasiva del Laser. Inoltre con la nostra tecnica andiamo a modificare non un tessuto biologico ( la cornea nel caso del Laser) ma una struttura inerte, la lente, dove l’incognita della cicatrizzazione viene meno».

Il segreto consiste dunque nella qualità del materiale della lente? «Esatto. E’ stata realizzata grazie agli studi del premio Nobel per la chimica del 2005. E’ composta da polimeri di silicone fotosensibili. Una volta illuminati si spostano all’interno della lente e questa cambia forma e potere».

Ma se la persona si espone al sole con gli occhi aperti dopo l’operazione, non rischia un mutamento del cristallino artificiale? «Per scongiurare questo pericolo, i pazienti portano, per circa due settimane dopo l’intervento, degli speciali occhiali che li proteggono dai raggi ultravioletti. Poi una volta verificato come l’occhio ha reagito all’intervento, modifichiamo e personalizziamo il cristallino fino alla piena soddisfazione del paziente. Quindi rendiamo permanenti queste modifiche con un ulteriore fascio di luce sulla lente. Da qui, il paziente non ha più bisogno di occhiali protettivi, perché la lente rimarrà tale e quale per sempre».

I costi per i pazienti? «In questa fase iniziale stiamo eseguendo gli interventi in regime di Servizio sanitario nazionale, ma purtroppo questo non credo sarà possibile nel lungo periodo, perché la lente e i suoi aggiustamenti hanno dei costi. Nella prima fase l’ospedale ha deciso così, per dare spazio all’innovazione e rendere questa tecnologia accessibile a tutti».