Primo impianto di cornea artificiale

Cheratoprotesi di Boston

Per la prima volta in Italia un paziente ha ricevuto una cornea parzialmente artificiale. L’intervento di chirurgia oculare, chiamato «Cheratoprotesi tipo Boston », è stato eseguito all’ospedale «Iot» di Firenze dai chirurghi Sadeer Hannush e Federico Badalà, originario di Catania, del «Wills Eye Hospital» di Philadelphia e videotrasmesso durante il congresso internazionale promosso dalla Società Italiana Cellule Staminali e Superficie Oculare (Sicsso).

A sottoporsi all’operazione una donna di 71 anni che, a causa di un edema della cornea aveva già ricevuto 4 trapianti nello stesso occhio. Tutti falliti a causa del rigetto. La tecnica si esegue negli Stati Uniti già dal 2002 e i risultati sono a dir poco eccellenti.
«Dirò di più – puntualizza Badalà – il numero di questo tipo di interventi chirurgici e quello delle sedi dove essi si effettuano aumenta in maniera esponenziale. Fino a oggi, non solo in America ma in tutto il mondo, si contano circa 2000 “cheratoprotesi tipo Boston”».

La procedura è indicata nel caso di grave opacità corneale, e può essere praticata quando per l’appunto fallisce il trapianto tradizionale.
«Questo intervento – spiega Badalà – consiste nella sostituzione della cornea del paziente con un complesso costituito da tessuto umano e una protesi di Polimetilmetaacrilato e titanio. Questa permette di ridare la vista a persone che altrimenti non avrebbero alcuna alternativa valida. Insomma, rappresenta una nuova frontiera nell’ambito della integrazione tra tessuti umani e prodotti della bioingegneria».

Quali sono dunque i «candidati ideali»?

«Sono i soggetti che hanno rigettato due o più trapianti di cornea o i soggetti con neovascolarizzazione e cicatrice corneale come conseguenza per esempio di un’infezione, di una causticazione da agenti chimici, di un trauma, di un deficit delle cellule staminali o di malattie congenite».

In dettaglio, in cosa consiste l’intervento? 

«L’intervento può essere eseguito con anestesia locale o generale. Consiste nella sostituzione della cornea del paziente con un complesso costituito da tessuto corneale da donatore, protesi di polimetilmetaacrilato e un anello di titanio. Si suturano nell’occhio del paziente come un trapianto di cornea convenzionale. A fine intervento, sull’occhio del paziente si applica una lente a contatto che dovrà essere utilizzata a tempo indeterminato».

Il dott. Badalà è l’unico chirurgo italiano ad aver eseguito svariati interventi di questo tipo in America e il primo a effettuarne uno in Italia.
Insieme con il dott. Hannush ha pubblicato i risultati delle operazioni in diverse riviste e ha presentato la cheratoprotesi tipo Boston in meeting internazionali di oftalmologia.