Come si cura la Maculopatia: Interventi e Laser

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Interventi per la Cura della Maculopatia

Come si cura la maculopatia: la sintesi

  • Maculopatia umida: iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF (aflibercept, faricimab, ranibizumab, brolucizumab, bevacizumab). Si fanno in pochi minuti, con collirio anestetico.
  • Maculopatia diabetica e da trombosi: iniezioni anti-VEGF o cortisonici, laser giallo micropulsato.
  • Pucker, foro maculare, maculopatia miopica complicata: vitrectomia.
  • Maculopatia secca: in Europa non ci sono farmaci approvati; si usano integratori AREDS2 e, per migliorare la vista, ausili o la lente EyeMax e/o Iotoretina.
  • EyeMax non cura la maculopatia ma può migliorare la vista in casi selezionati.
  • Ionto Retina trattamento per la maculopatia secca. Sfrutta l’utilizzo di una corrente elettrica a bassa intensità  per veicolare sulla macula la luteina (un integratore che aiuta a nutrire la macula).  Un elettrodo viene posizionato sulla fronte del paziente e un contenitore riempito con luteina viene applicato sull’occhio. La corrente trasporta la luteina direttamente fino alla macula. La concentrazione di luteina che raggiunge la macula è molto più alta superando molto i limiti dell’assunzione per bocca.
  • Il rischio più serio delle iniezioni è l’infezione, molto rara: circa 1 caso ogni 1.600–2.000 iniezioni.

La cura della maculopatia è completamente cambiata negli ultimi anni grazie ai nuovi farmaci e alle nuove tecnologie disponibili. Gli interventi più innovativi per la cura della maculopatia oggi sono:

  1. Iniezioni Intravitreali
  2. Vitrectomia
  3. Terapia Genica
  4. EyeMax la nuova terapia
  5. Retina Artificiale

Iniezioni Intravitreali

I Farmaci

Oggi sono il caposaldo nella cura della Maculopatia essudativa. Vengono iniettati nel Vitreo quindi in prossimità della macula diversi tipi di farmaci per curare la maculopatia. 

I farmaci più usati per le iniezioni intravitreali sono i farmaci anti-VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor). Essi permettono di arrestare la progressione della maculopatia essudativa e in alcuni casi di migliorare la vista.
Bloccano la crescita nei vasi sanguigni neoformati caratteristici della maculopatia essudativa.
Ne esistono di diverso tipo, i più moderni hanno un efficacia superiore e richiedono iniezioni a cadenza bimensile o trimestrale.

Principio attivo Nome commerciale Intervallo tipico dopo la fase iniziale Note
Aflibercept 2 mg Eylea e biosimilari Ogni 4–16 settimane, personalizzato Molto usato in DMLE umida ed edema diabetico
Aflibercept 8 mg Eylea 8 mg Fino a 6 mesi in DMLE umida ed edema diabetico (approvazione UE 2025)
Faricimab Vabysmo Fino a 16 settimane Agisce su VEGF e angiopoietina-2
Ranibizumab Lucentis e biosimilari Ogni 4–16 settimane, personalizzato Primo anti-VEGF usato su larga scala
Brolucizumab Beovu Ogni 8–12 settimane Richiede attenzione al rischio di infiammazione
Bevacizumab Avastin, uso oftalmico Ogni 4–8 settimane Rimborsato dal SSN secondo la Nota AIFA 98
Desametasone impianto Ozurdex Ogni 3–6 mesi Cortisonico, per edema diabetico e da trombosi

In Italia la Nota AIFA 98 regola la prescrizione a carico del SSN degli anti-VEGF per la degenerazione maculare umida e l’edema maculare diabetico. La scelta del farmaco dipende dalla risposta del singolo paziente.

Altri farmaci molto usati per le iniezioni intravitreali contengono cortisone. Vengono per lo più usati nelle maculopatie essudative secondarie a diabete, trombosi venose o uveite. 

La procedura

L’iniezione intravitreale si effettua in pochi minuti ed in sala operatoria per garantire la necessaria sterilità.

Come si svolge, passo per passo

  1. Si instilla un collirio anestetico: l’iniezione non fa male, al massimo si sente una pressione.
  2. Si disinfettano palpebre e superficie dell’occhio con iodopovidone.
  3. Un piccolo divaricatore tiene aperte le palpebre.
  4. Il farmaco viene iniettato con un ago sottilissimo, in 1–2 secondi.
  5. Si controlla la pressione dell’occhio e il paziente torna a casa. La permanenza in clinica è di circa 60 minuti.

Dopo l’iniezione è normale vedere per qualche ora piccole bolle o puntini e avere un fastidio lieve o una macchia rossa sul bianco dell’occhio, che scompare in pochi giorni.

Sono necessarie più iniezioni intervallate di 1-3 mesi fino alla stabilizzazione della vista.
Lo schema più usato oggi è il “treat and extend”: 3 iniezioni mensili iniziali (loading phase) e poi intervalli allungati gradualmente finché la macula resta asciutta agli esami OCT e AngioOCT.

Quante iniezioni servono e per quanto tempo. La maculopatia umida è una malattia cronica: le iniezioni la tengono sotto controllo ma non la eliminano. Nel primo anno si fanno di solito 6–8 iniezioni, negli anni successivi meno. Interrompere i controlli è la causa più frequente di peggioramento della vista. Ogni controllo include visita e OCT.

I rischi

Il Rischio principale delle iniezioni intravitreali è l’infezione (endoftalmite), per questo motivo è fondamentale attenersi a tutte le norme igieniche e terapeutiche impartite dall’Oculista.

L’endoftalmite è però molto rara: le analisi su oltre 800.000 iniezioni riportano circa lo 0,05–0,1% per iniezione, cioè circa 1 caso ogni 1.600–2.000 iniezioni.
La terapia con farmaci anti-VEGF per la maculopatia è da utilizzare con estrema cautela in soggetti cardiopatici. Risulta controindicata in presenza di eventi come Infarto Miocardico o ictus nei messi immediatamente precedenti.

Dott. Federico Badalà - Microchirugia Oculare

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Il Dott. Federico Badalà è Oculista Specialista in Micro Chirurgia Oculare. Dagli USA ha portato interventi innovativi nella chirurgia della cornea, cataratta, glaucoma e maculopatia.

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Vitrectomia

La vitrectomia è un intervento chirurgico fondamentale per la cura delle Maculopatie. Consiste nella rimozione del corpo vitreo che occupa la gran parte del volume del bulbo oculare mediante una sonda e un bisturi automatizzato il vitrectomo.

Oggi grazie alle ultime innovazioni tecnologiche può anche essere eseguito con tecnica senza sutura, la vitrectomia 25G o 27G.

Si utilizzano infatti strumenti cosi piccoli che la parete dell’occhio si chiude da sola senza necessità di sutura.

Questo tipo di intervento è indicato per lo più nella cura della Maculopatia Miopica, Pucker maculare, Foro maculare, Maculopatia diabetica.

Il corpo vitreo viene rimosso e può essere sostituito dall’umore acqueo o in qualche caso da sostanze come dei gas o l’olio di silicone. Si tratta di sostanze che devono tamponare cioè sostenere la retina nella sua guarigione. Il gas rimane nell’occhio per circa uno-due mesi e poi si riassorbe, l’olio di silicone viene rimosso di solito dopo tre mesi.

Tamponante Quanto resta nell’occhio Cosa comporta
Aria Pochi giorni Vista offuscata per alcuni giorni
Gas (SF6, C3F8) 2–8 settimane secondo il gas Vietato volare, salire in alta quota o fare anestesia con protossido finché il gas non è riassorbito
Olio di silicone Circa 3 mesi, poi si rimuove Serve un secondo intervento per rimuoverlo

Recupero dopo la vitrectomia: l’intervento dura 30–60 minuti, si esegue in anestesia locale e occasionalmente richiede di mantenere una posizione della testa per alcuni giorni, per esempio a faccia in giù nel foro maculare. La vista migliora nell’arco di settimane o mesi.

La vitrectomia è spesso associata o seguita dalla fotocoagulazione laser della retina al fine di favorirne una pronta guarigione.

Terapia Genica

La terapia genica è una terapia promettente per la cura delle maculopatie ereditarie come la maculopataia associata ad uno specifico tipo di retinite pigmentosa o alla amaurosi congenita di Leber, che risultano associate alla mutazione di un singolo gene chiamato RPE65.

Sono inoltre allo studio terapie geniche per la cura della Maculopatia umida e secca legata all’età. Per avere accesso a queste terapie occorre una attenta analisi genetica.

EyeMax la Nuova Terapia

EyeMax è la nuova lente intraoculare ideata apposta per curare chi soffre di Maculopatia. La lente si inserisce all’interno dell’occhio con il normale intervento di Cataratta oppure può essere inserita nei pazienti già operati di cataratta in precedenza.

EyeMax è una lente intraoculare “wide angle” che proietta immagini nitide su una vasta area della macula, un pò come un televisore a grande schermo. A differenza delle altre lenti intraoculari regolarmente utilizzate per l’intervento di Cataratta, la lente EyeMax fornisce immagini di altà qualità non solo al centro della macula ma fino a 10 gradi di eccentricità ed in più produce un leggero ingrandimento delle immagini.

I pazienti che soffrono di maculopatia con una cicatrice centrale ma la macula circostante relativamente funzionante migliorano la vista con l’impianto della lente EyeMax.

iolAMDLa lente intraoculare EyeMax non cura la Maculopatia, semplicemente permette di migliorare la vista in casi selezionati. Le cure tradizionali per fermare la Maculopatia essudativa come le iniezioni intravitreali o in rari casi la terapia laser rimangono la scelta più adeguata per arrestare la malattia. Quando la Maculopatia essudativa è stabilizzata oppure nei casi di Maculopatia secca si può valutare l’inserimento della lente intraoculare EyeMax.

I risultati di questa lente EyeMax nei pazienti affetti da Cataratta e Maculopatia sono in  certi casi entusiasmanti come riportato in letteratura scientifica.

Dove persiste un buon residuo funzionale della macula periferica la vista può migliorare in modo significativo. Lì dove la macula periferica fosse gravemente danneggiata purtroppo non vi è beneficio neanche con questa tecnologia.    EyeMax viene utilizzata nei casi di Maculopatia senile essudativa in fase quiescente, Maculopatia senile secca, Maculopatia miopica, Maculopatia diabetica, foro maculare, Maculopatia di Stargardt e di Best.

Non in tutti i casi si ha un beneficio dall’utilizzo di EyeMax: solo un esame specifico del singolo caso mediante esami strumentali e simulazioni visive permette di valutare l’effettivo beneficio della Lente EyeMax.

Siamo stati i primi in Italia ad usare EyeMax e siamo il centro con l’esperienza più ampia in Europa.

Voce Dettaglio
Per chi DMLE secca o umida stabilizzata, maculopatia miopica e diabetica, foro maculare, Stargardt, Best
Quando si impianta Durante l’intervento di cataratta o in un occhio già operato
Anestesia e durata Collirio, circa 10 minuti
Cosa aspettarsi Miglior lettura e riconoscimento dei dettagli, in base alla retina sana residua
Cosa non fa Non cura né ferma la maculopatia
Esperienza VistaClinic Primo impianto in Italia nel 2015, 600 impianti eseguiti
Costo 5000 euro per occhio

Potete trovare le esperienze dei pazienti operati di Cataratta e Maculopatia con la lente EyeMax sul nostro sito nella sezione Testimonianze dedicata all’Intervento di cataratta con lente intraoculare EyeMax.

Retina Artificiale

Nella cura di gravi forme di Maculopatia l’ultima frontiera è rappresentata dalla Retina artificiale. Si tratta dei casi in cui oltre alla macula sia compromessa anche la visione periferica come nella maculopatia da retinite pigmentosa associata a grave perdita del campo visivo laterale.

Ne esistono diversi modelli e ogni anno la tecnologia offre in questo campo importanti innovazioni che vi presentiamo nel dettaglio

Maculopatia secca: a che punto sono i nuovi farmaci

Negli Stati Uniti la FDA ha approvato nel 2023 due farmaci per l’atrofia geografica, la forma avanzata della maculopatia secca: pegcetacoplan (Syfovre) e avacincaptad pegol (Izervay). In Europa la situazione è diversa: l’EMA ha dato parere negativo a pegcetacoplan nel 2024 e nell’ottobre 2024 Astellas ha ritirato la domanda per avacincaptad pegol. Ad oggi in Italia questi farmaci non sono disponibili.

Ionto Retina trattamento per la maculopatia secca.

Sfrutta l’utilizzo di una corrente elettrica a bassa intensità  per veicolare sulla macula la luteina (un integratore che aiuta a nutrire la macula).  Un elettrodo viene posizionato sulla fronte del paziente e un contenitore riempito con luteina viene applicato sull’occhio. La corrente trasporta la luteina direttamente fino alla macula. La concentrazione di luteina che raggiunge la macula è molto più alta superando molto i limiti dell’assunzione per bocca

Laser per la Cura della Maculopatia

Esistono diversi tipi di trattamento laser per la maculopatia. Scopriamo insieme le tecniche Laser più utilizzate e più efficaci.

Laser Indicazioni Crea cicatrici Quando si vedono i risultati Stato delle evidenze
Fotocoagulazione Neovasi lontani dal centro della macula, RAP Sì Settimane Uso limitato a casi selezionati
Laser giallo micropulsato Corioretinopatia sierosa centrale, edema diabetico, trombosi venosa No 1–3 mesi Usato a VistaClinic dal 2014
Terapia fotodinamica (verteporfirina) Maculopatia miopica, polipoidale, in associazione agli anti-VEGF No Settimane Richiede 3 giorni senza esposizione alla luce
Laser 2RT Maculopatia secca No — Nessun beneficio dimostrato sulla progressione

Fotocoagulazione Laser

La fotocoagulazione Laser viene utilizzata per curare la maculopatia essudativa.

La terapia laser della maculopatia utilizza un raggio di luce concentrata per distruggere i vasi sanguigni neoformati della maculopatia essudtativa dai quali fuoriesce il liquido.

Il trattamento si esegue ambulatorialmente utilizzando un collirio per l’anestesia. Nel caso che i neovasi siano ben visibili alla Fluorangiografia (forma classica), è possibile chiuderli con il laser. Questo è possibile solo quando non si trovano al centro della macula (extrafoveali) e se trattati precocemente.

La terapia laser della maculopatia è utile per chiudere l’anastomosi (feeder vessel) responsabile delle RAP (proliferazione angiomatosa retinica)

Attualmente sono a disposizione nuovi tipi di laser per maculopatia che sono molto piu sicuri ed efficaci di quelli usati in passato.

Laser Giallo Micropulsato e Maculopatia

Il Laser Giallo Micropulsato è una nuova modalità di cura per alcuni tipi di maculopatia come la Corio Retinopatia Sierosa Centrale (CRSC), la retinopatia diabetica con edema maculare, le trombosi venose della retina con edema maculare. Il laser per la cura delle maculopatie è utilizzato da diversi anni.

laser micropulsatoIl laser tradizionale determina un riscaldamento della macula che esita in una cicatrice.  Questa cicatrice a seconda di dove è localizzata può produrre un abbassamento della vista. Con il laser tradizionale si trattano oggi solo lesioni della macula periferica. La parte centrale della macula, chiamata fovea, infatti non può essere trattata con il laser convenzionale perché ne risulterebbe una immediata riduzione della visione.

Il laser micro pulsato è una modalità di trattamento basata sulla suddivisione dell’energia laser in numerosi picchi (pulse) di energia separati da pause di riposo. Mentre il laser convenzionale invia uno stimolo continuo sulla retina, il laser micro pulsato manda tanti picchi di energia intervallati da piccole pause. La presenza di intervalli di laser e intervalli senza laser permette di limitare il riscaldamento dei tessuti e quindi di ridurre di molto il danno prodotto dal laser. 

Con il laser micro pulsato infatti non si osserva la formazione di cicatrici sulla macula e questo permette di trattare in sicurezza anche la zona centrale della macula, chiamata fovea. A questo si aggiunge che il laser giallo non viene assorbito dal pigmento presente nella fovea ma soltanto dalle cellule dello strato sottostante, l’epitelio pigmentato.  Proprio le cellule dello strato sottostante la macula vengono attivate da questa stimolazione laser e riprendono a funzionare. Mentre con il laser tradizionale le cellule venivano distrutte.

laser giallo prima e dopoLa differenza tra laser tradizionale e laser micro pulsato sta proprio qui: con il laser tradizionale si bruciavano delle cellule per indurre l’attivazione delle cellule circostanti, mentre con il laser micro pulsato non si brucia nulla e si ha una attivazione diffusa delle cellule dell’epitelio pigmentato.

I risultati del laser giallo micro pulsato si osservano di solito dopo un intervallo di uno-tre mesi quindi di solito richiedono più tempo di quanto non si osservi dopo trattamento con laser tradizionale. Per alcune forme di maculopatia il laser tradizionale rimane ancora il gold standard, per altre forme in cui si hanno lesioni foveali il laser giallo è una valida alternativa.  Solo un oculista esperto di maculopatia dopo una visita attenta e tutti gli esami del caso, come OCT e fluorangiografia, saprà consigliarvi quale sia la modalità di trattamento migliore. Il Dott Badalà esegue il trattamento delle maculopatie con laser giallo micro pulsato dal 2014 a Milano e Catania.

Laser 2RT

Questo tipo di laser viene utilizzato nel trattamento della maculopatia secca.

Il razionale sarebbe ridurre le probabilità di peggioramento della maculopatia secca.

Tuttavia un’importante studio ha dimostrato che ricevere questo trattamento non fa alcuna differenza in merito al rischio di peggioramento della maculopatia secca.

Clicca qui per scoprire lo studio studio scientifico pubblicato dall’American Academy of Ophthalmology.

laser giallo prima e dopo

Terapia Fotodinamica

La terapia fotodinamica della maculopatia, è stato il primo trattamento per la maculopatia essudativa a mostrare efficacia e sicurezza. Si utilizza per il trattamento della maculopatia essudativa.

Si inietta endovena una sostanza fotosensibilizzante che si accumula selettivamente nei neovasi (verteporfirina) e successivamente si applica un laser non termico.

È necessario non esporsi assolutamente alla luce per i 3 giorni successivi al trattamento. Questo laser è indicato soprattutto nelle maculopatie del miope e/o in associazione con la terapia antiangiogenetica (farmaci anti-VEGF).

Complicazioni Cura Maculopatia

La Maculopatia non porta mai a cecità completa per cui anche se a malattia non si fermasse rimane sempre un certo grado di visone periferica che di solito permette al paziente una sua autonomia

La complicazione più grave dopo la terapia della maculopatia con iniezioni intravitreali o vitrectomia è l’infezione. Questa complicanza estremamente rara può essere molto grave e quindi è assolutamente necessario eseguire le istruzioni postoperatorie con grande cura ed evitare di frequentare ambienti sporchi per i primi sette giorni dopo l’intervento. In presenza di occhio rosso o irritato occorre contattare subito il proprio oculista.

Complicanza Frequenza indicativa Cosa fare
Macchia rossa sul bianco dell’occhio Comune Nulla, scompare in pochi giorni
Aumento temporaneo della pressione oculare Comune, transitorio Controllo dopo l’iniezione
Infiammazione interna Non comune Visita e terapia con colliri
Endoftalmite (infezione) Circa 1 ogni 1.600–2.000 iniezioni Urgenza: chiamare subito
Distacco di retina Raro Urgenza chirurgica

Chiama subito VistaClinic al numero di reperibilità se nei giorni dopo il trattamento noti: dolore crescente, calo della vista, occhio molto rosso, lampi di luce o un’ombra a tendina.

Le altre terapie della maculopatia raramente hanno complicazioni gravi, va ricordato tuttavia che il trattamento laser fotocoagulazione se non viene eseguito secondo gli standard piu accurati oppure se il paziente dovesse muoversi può presentare dei rischi di peggioramento della vista.

Costi delle terapie

Terapia SSN Privato a VistaClinic
Iniezione intravitreale Farmaco a carico del SSN (Nota AIFA 98) 1600 euro , farmaco incluso
Vitrectomia Ticket 6000€
Laser giallo micropulsato 600 € a seduta
Terapia fotodinamica 2500€
Lente EyeMax Non prevista 5000€ per occhio

Le spese sanitarie sono detraibili al 19%, per la parte che supera la franchigia di 129,11 €, con pagamento tracciabile.

Domande frequenti sulle cure della maculopatia

Come si cura la maculopatia umida?

Con iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, che bloccano la crescita dei vasi anomali. Prima si inizia, più vista si conserva. Il trattamento è di lunga durata, con intervalli personalizzati.

L’iniezione nell’occhio fa male?

No. Si usa un collirio anestetico e l’iniezione dura 1–2 secondi. Si può sentire una lieve pressione e, nelle ore successive, un fastidio leggero.

Ogni quanto si fanno le iniezioni?

Di solito 3 iniezioni a distanza di un mese, poi intervalli che vanno da 4 settimane a diversi mesi, in base al farmaco e alla risposta della macula all’OCT.

La maculopatia secca si può curare?

In Europa non esistono ancora farmaci approvati. Si può rallentare con integratori AREDS2 e stile di vita sano, e migliorare la vista con ausili o con la lente EyeMax nei casi selezionati.

Cos’è EyeMax e funziona?

È una lente intraoculare che ingrandisce le immagini e le porta sulle zone sane della macula. Non cura la malattia, ma in pazienti selezionati migliora lettura e visione dei dettagli.

Il laser serve ancora per la maculopatia?

Sì, in casi specifici. Il laser giallo micropulsato è utile per corioretinopatia sierosa centrale ed edema maculare; la fotocoagulazione per neovasi lontani dal centro. Il laser 2RT non ha dimostrato benefici nella forma secca.

Dopo la vitrectomia si può prendere l’aereo?

No, se nell’occhio c’è una bolla di gas: in quota il gas si espande e può danneggiare l’occhio. Si vola solo quando l’oculista conferma che il gas è riassorbito.

Le iniezioni per la maculopatia sono gratuite?

Nel Servizio Sanitario Nazionale il farmaco è rimborsato secondo la Nota AIFA 98. In privato il costo a VistaClinic è 1600€ per iniezione.

Fonti

  1. AIFA, Nota 98 sulla prescrizione e somministrazione intravitreale di anti-VEGF.
  2. Rischio di endoftalmite dopo iniezioni anti-VEGF, analisi su 818.558 iniezioni (PMC6124467).
  3. Approvazione UE di Eylea 8 mg con intervalli fino a 6 mesi (2025).
  4. Ritiro della domanda EMA per avacincaptad pegol (ottobre 2024) e parere negativo su pegcetacoplan (2024).
  5. American Academy of Ophthalmology, studio sul laser 2RT

Scritto da Dott. Federico Badalà, oculista chirurgo, direttore sanitario di VistaClinic (Milano e Catania). Primo in Italia a impiantare la lente EyeMax nel 2015, esegue il laser giallo micropulsato dal 2014. Ultima revisione medica: 23 ottobre 2026

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