Terapia medica

Per la maculopatia senile secca la cura si basa sul rallentare un ulteriore degenerazione retinica mediante alcune precauzioni da prendere ed ausili nutritivi che possono essere di beneficio (dati scientifici suggeriscono un diminuito deterioramento retinico).

  • Utilizzare occhiali da sole che taglino le lunghezze d’onda inferiori ai 500 nm, cioè una parte del blu visibile e tutte le radiazioni ultraviolette (A e B).
  • Evitare situazioni che possono favorire il sanguinamento retinico, come il fumo, lo sfregamento degli occhi e l’assunzione di anticoagulanti o fluidificanti ematici (se necessari, utilizzare il dosaggio minimo efficace).
  • Supplementi vitaminici: vit C, vit E, selenio, zinco.
  • Cibi ricchi di antiossidanti, carotenoidi e acidi grassi poliinsaturi, come i cavoli, le carote, tutte le verdure verdi.

Da non assumere in caso di:

  • Calcolosi renale (la vit C in alte dosi può precipitare i calcoli)
  • Diabete (vit E e selenio possono potenziare le infezioni e la vit C in alte dosi può interferire con i dosaggi della glicemia)
  • Gotta, aterosclerosi (la vit C può interferire con i dosaggi di uricemia e colesterolemia)
  • Test programmato per ricerca di sangue nelle urine o nelle feci (può risultare falsamente positivo)
  • Anomalie della coagulazione (la vit E può alterare la vit K, aumentando gli effetti degli anticoagulanti)
  • Anemia

 

Domenico Scardaci, Gallipoli (Le)

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Ho conosciuto il dott. Badalá nel 2012, a 76 anni. Ero scoraggiato in quanto i medici mi dicevano che per la mia maculopatia non c'era un granché da fare a parte una blanda terapia farmacologica di scarsa efficacia.
I... Continua a leggere la testimonianzal dottore mi disse di non disperare perché mi avrebbe aiutato a fermare il progredire della malattia. Ho iniziato con iniezioni di Avastina (proseguito con il Lucentis). Con le iniezioni di Avastina/Lucentis, fatte il più prontamente possibile la mia vista restava piu o meno stabile.

Nell'ultimo anno mi é stato proposto di utilizzare il nuovo farmaco Eylea che si é mostrato più efficace in particolare per la durata dell'effetto. Con avastin/lucentis nei periodi in cui la malattia si riacutizzava le iniezioni venivano effettuate ogni 1-1,5 mesi. Con l'eylea invece ogni 3 mesi circa. In particolare ci sono state anche pause più lunghe di 3 mesi.

Le iniezioni intravitreali mi vengono effettuate in sala operatoria e non sono dolorose. Il trattamento provoca talvolta un lieve senso di bruciore, una piccola zona d'ombra per qualche ora dopo l'iniezione (dovuta all’ingresso di piccole bolle d’aria dentro l'occhio). Il recupero della vista dopo l'iniezione é graduale. In pochi giorni si torna a vedere come prima dell'iniezione e in un paio di settimane si recupera parte della vista persa rispetto alla precedente iniezione. Se si agisce tempestivamente si ritorna a vedere come prima di quando si é avuto il peggioramento visivo che ha portato ad effettuare una ulteriore iniezione.

Consiglio di rivolgersi al dottor Badalá che mi ha permesso di condurre una vita ragionevole per l’età e la vista che presentavo quando lo conobbi 4 anni fa. I suoi punti di forza sono la chiarezza, la preparazione, l’ attenzione all'innovazione e alle esigenze del paziente, l'ordine della documentazione prodotta; inoltre la prontezza nell'esecuzione della cura e il suo pragmatismo si rivelano fondamentali per l’efficacia nel trattamento della maculopatia.