Iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF

La cura della maculopatia essudativa è completamente cambiata dopo l’uso del principio attivo Bevacizumab nella maculopatia. I principi attivi Bevacizumab e Ranibizumab sono utilizzati nella cura della maculopatia essudativa con grande successo. Permettono infatti di arrestare la progressione della malattia e in alcuni casi anche di migliorare la vista. Vengono iniettati all’interno dell’occhio e bloccano la crescita nei vasi sanguigni neoformati caratteristici della maculopatia essudativa.

L’iniezione si effettua ambulatoriamente in pochi minuti, ma per la necessaria sterilità va praticata in sala operatoria. Sono necessarie più iniezioni intervallate di 1-3 mesi fino alla stabilizzazione della qualità visiva.

L’orientamento terapeutico attuale è quello di eseguire un ciclo di 3 iniezioni (loading phase) e poi ritrattare solo in presenza di calo visivo o nuovo liquido agli esami OCT-angiografia.

La terapia con Bevacizumab e Ranibizumab per la maculopatia va utilizzata con estrema cautela in soggetti cardiopatici. Inoltre esiste un rischio legato alla iniezione intravitreale che è l’infezione (endoftalmite – 1.5% circa).

Christian Altadonna, Palermo

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Ho quasi 19 anni e l'anno scorso il Dott. Badalà mi ha diagnosticato una maculopatia legata alla forte miopia.
Ho fatto una iniezione intravitreale e la vista è migliorata tantissimo nel giro di pochi mesi; ho subito ... Continua a leggere la testimonianzapotuto riprendere le normali attività come usare il pc o guardare la televisione.
Lo consiglio perché mi ha cambiato la vita, l'ha migliorata, e poi il Dott. Badalà ha la capacità di rendere il paziente complice in tutto e per tutto.